Istituto

St. 16923c

Inventario St. 16923c
Oggetto cornice
Classe e produzione marmi e lapidei
Provenienza MILANO (MI) - via Broletto/ via del Lauro - Italia
Datazione 69 d.C. - 96 d.C.
Materia e tecnica Calcare d'Aurisina
Misure cm 45 x 28
Descrizione Appartiene allo spiovente di sinistra. La cornice presenta, nella sequenza completa dei registri di decorazione, un profilo dritto e liscio (h. 4 cm.), una sima (h. 9 cm., aggetto massimo 5 cm.) dal profilo ad S obliqua ed allungata, con foglie d'acanto a lobi distesi e bordi frastagliati con, al centro, una nervatura triangolare a rilievo, caratterizzata da vertice in alto e solco mediano. Nervature minori sono rese attraverso solchi netti e sottili. Nei punti di separazione tra i lobi si dispongono occhielli piriformi, con l'apice superiore lievemente inclinato verso l'interno. Le foglie d'acanto sono intervallate da una foglia lanceiforme con costolatura centrale a rilievo. Al di sotto della sima, vi è un listello liscio a profilo dritto (h. 1,5 cm., aggetto 0,5 cm.) e, a seguire, una gola rovescia ornata con kyma D 2 (h. 3 cm., aggetto 1 cm.) e una corona liscia (h. 3 cm.), ornata inferiormente da cassettoni e sorretta da mensole. Queste, rettangolari (lungh. lato anteriore 11 cm., lungh. fianchi 14 cm.), rientrano di 1 cm. rispetto alla corona, hanno profilo ad S e fianchi lisci (h. 5 cm.). Il rocchetto è rivestito da foglie lanceolate che si pongono simmetriche rispetto ad una fascetta centrale cordonata, a sezione arrotondata. Continua in DESS
La parte anteriore è decorata da una foglia tipologicamente simile a quella della sima. Il fondo (h. 7 cm.) su cui si impostano le mensole è liscio. Una decorazione con kyma C 2 (h. 4 cm., aggetto 2 cm.) profila la mensola e tre lati dei cassettoni. Essi sono di forma quadrata (lato 14 cm.), lievemente ribassati, con incorniciatura liscia. La decorazione è affidata a fiori con cinque o dieci petali, questi distribuiti tra due corolle. Altra variante è la resa dei petali, più o meno carnosi e con i bordi più o meno frastagliati, e dei bottoni centrali, lisci, massicci, a quattro lobi richiusi. Il kyma ionico (h. 6 cm.) presenta ovoli affusolati inferiormente, posti entro larghi sgusci con nastro a sezione concava che si assottiglia in corrispondenza dell'apice dell'uovo. L'elemento di separazione è la punta di freccia, dall'asta sottile e dalla cuspide slanciata. Un listello liscio (h. 1 cm., aggetto 1 cm.) a profilo dritto segna il passaggio alla modanatura successiva, caratterizzata da una fila di dentelli rettangolari (h. 4 cm., lungh. 7 cm., prof. 3 cm.) e obliqui, con armonico rapporto fra pieno e vuoto (interspazio 3 cm.). Un altro listello liscio (h. 1 cm., aggetto 1 cm.) a profilo dritto separa i dentelli dal sottostante kyma C 6 (h. 8 cm., aggetto 4 cm.) con archi largamente impostati, tagliati superiormente, e con pendenti a doppia goccia. Per quanto riguarda la lavorazione dei pezzi, è chiaro l'impiego del trapano, soprattutto nella sima, nelle mensole (foglie d'acanto), nei cassettoni (fiori). Il piano di posa è martellinato.
I frammenti di cornice obliqua St 16923 a-m, rivenuti durante gli scavi di via Broletto-via del Lauro nel 1958, sono stati messi in opera nella ricostruzione del frontone visibile all'ingresso della vecchia sede delle "Assicurazioni Milano", in via del Lauro 7. Alla stessa va riferito anche il frammento A 6874. Come affermato da Bonilini , la ricostruzione dei due spioventi del frontone è "criticabile, oltre che incompleta¿La lunghezza originaria dei blocchi non può essere calcolata, come pure la lunghezza originaria degli spioventi. Unico dato certo è l'h. originaria della cornice St 16923, esattamente calcolabile perché alcuni frammenti presentano i tagli originari dei piani superiore ed inferiore¿.Particolarmente evidente, dall'inclinazione dei dentelli, la collocazione errata del fr. f". Una serie di frammenti di cornice orizzontale (A 0.9.6844, A 0.9.6850, A 0.9.6866, A 0.9.6867, A 0.9.6868, A 0.9.6869, A 0.9.6870, A 0.9.6883, A 0.9.6884, A 0.9.6885, A 0.9.6886, A 0.9.7066, A 0.9.7080, A 0.9.28057), conservati nel deposito Ansaldo delle Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, è stata riconosciuta parte della trabeazione ricollegabile ai frammenti di cornice obliqua St 16923 a-m , A 0.9.6874 . Nei pezzi di cornice orizzontale si riscontrano chiare analogie stilistiche, tipologiche, stessa sequenza dei registri decorativi, simili modalità di lavorazione, stesso materiale (calcare di Aurisina) dei pezzi di cornice obliqua. Tra le differenze si segnalano in particolare quelle dovute all'impiego di maestranze diverse nella lavorazione dei blocchi, come la maggiore spigolosità degli occhi d'ombra tra i lobi delle foglie d'acanto (A 0.9.6870), le variazioni tra gli sgusci del kyma ionico, sottili e a sezione concava (A 0.9.6883) o con superficie piatta (A 0.9.6885). Abbondante è l'uso del trapano che produce netti contrasti chiaroscurali, in particolare nella sima, nel kyma D 2 della gola rovescia, esattamente nel profilo interno, talvolta inciso da solchi profondi creati da fori a trapano accostati (A 6870) , nel bottone centrale del fiore sul fondo del cassettone. L'uso dello scalpello è discreto. E' evidente soprattutto nelle nervature delle foglie, i cui lobi laterali sono rilevati dal piano di fondo mediante sottosquadri, similmente ai petali dei fiori che decorano il fondo dei cassettoni . Stilisticamente la resa delle foglie della sima e delle mensole trova confronti in decorazioni di edifici datati tra l'età flavia e la prima metà del II secolo d.C. . All'epoca dei Flavi rimanda soprattutto il kyma D 2 della gola rovescia, il kyma di profilatura di mensole e cassettoni, il fiore sul fondo dei cassettoni, il kyma ionico con l'elemento di separazione a punta di freccia e il kyma C, nel registro inferiore della cornice. Su tali basi, l'edificio cui appartenevano in origine i ventisei frammenti di cornice descritti, può datarsi all'età flavia, con un ipotetico slittamento agli inizi del II d.C. .
Bibliografia F. Sacchi, Da Mesiolanom a Mediolanum. La trasformazione di un centro indigeno in città romana attraverso lo studio delle testimonianze architettonicheR. Viccei, Catalogazione dei materiali architettonici romani rinvenuti in via Broletto/via del Lauro e in via dei Bossi a Milano, Milano, n. 41 a-mF. Bonilini, I resti architettonici di via Broletto e via del Lauro e il problema della decorazione architettonica a Milano, tesi in Lettere, Università Studi di Milano, rel. Prof. Orlandini, AA. 1976/77, Milano 1979, p. 176 - 181S. Nibbi, Il materiale architettonico di Milano romana dall'età repubblicana alla media età imperiale, tesi Università Cattolica di Milano, AA 1989-1990, relatore Prof. M. P. Rossignani, Milano 1989, p. 15 - 23
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